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INTERAZIONI E SOTTOSISTEMI
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INTERAZIONI CON IL SALE AZZURRO
Occorrente: 1. sale azzurro (cloruro di rame) 2. lente 3. vasetti di vetro 4. acqua demineralizzata 5. bustine del tè
la maestra ci ha diviso in tre gruppi e ha dato ad ogni gruppo un barattolo con acqua demineralizzata, una lente, una bustina da tè riempita con sale azzurro.
DOMANDA:cosa accadrà mettendo la bustina nell’acqua demineralizzata? IPOTESI: l’acqua diventerà azzurra.
Abbiamo messo la bustina nell’acqua: 1. l’acqua è diventata azzurra 2. si sono formate delle bollicine minuscole 3. il sale azzurro si è colorato di verde 4. il sale si è sciolto. 5. L’acqua azzurra non è trasparente, è torbida.
Abbiamo provato a vedere cosa succede utilizzando acqua minerale: tutto si ripete, ma l’acqua in questo caso è trasparente.
DOMANDA: possiamo tornare indietro, per riottenere il sale? IPOTESI: sì, facendo evaporare l’acqua.
Noi abbiamo messo in tre piattini un po’ dell’acqua azzurra e l’abbiamo lasciata un giorno e una notte sul termosifone. L’acqua è evaporata ed è rimasto il sale, però un po’ verde.
SALE AZZURRO-ACQUA DEMINERALIZZATA – ALLUMINIO
Occorrente: 1. soluzione di sale azzurro ed acqua 2. striscia di alluminio
Abbiamo immerso una striscia di alluminio (presa da una vaschetta) nell’acqua azzurra: 1. sull’alluminio si è formata una polvere nera rossiccia 2. l’acqua è diventata grigio-azzurra 3. si sente del calore 4. dall’alluminio si syaccano pezzetti marroni che cadono sul fondo (rame in polvere) 5. l’alluminio si consuma, si spezza.
DOMANDA: possiamo tornare indietro? IPOTESI: no
Decidiamo di provare comunque a filtrare il sale di rame, e di metterlo sul termosifone. Mettiamo ad evaporare anche l’acqua filtrata. Non avendo un colino usiamo un imbuto ed un pezzetto di stoffa come filtro.
Osserviamo: 1. l’acqua filtrata è torbida, grigio- azzurra 2. il sale di rame è color cacao
Il giorno dopo l'acqua filtrata è evaporata tutta lasciando nel barattolo una traccia giallina, il sale di rame asciutto è diventato una polverina marrone.
Non si riesce più a capire che cosa è rimasto dei sottosistemi usati!
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MAPPA CONCETTUALE 1° ESPERIMENTO
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MAPPA CONCETTUALE 2° ESPERIMENTO
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Il Sistema ZUPPA, i sottosistemi FAGIOLI
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Oggi la maestra ha portato a scuola un sacchetto con una zuppa toscana, contenente semi di fagiolo bianchi e marroni e semi di farro.
La maestra ha chiesto: come potremmo dividere i semi di fagiolo da quelli di farro?
Qualcuno ha subito detto "con il colino" ma abbiamo poi pensato che il colino ha dei buchi troppo piccoli. Allora abbiamo pensato ai setacci usati in spiaggia per la sabbia, ma in classe non ne abbiamo.
Federico ha avuto l'idea di bucherellare un foglio con buchi che facciano passare solo i semi di farro. Qualcun altro si è ricordato che l'anno scorso avevamo portato a scuola dei vasetti di plastica con il fondo bucato.
Ci siamo divisi in due gruppi e abbiamo sperimentato i due metodi,tutti e due hanno funzionato bene: 1. qualche seme di fagiolo molto stretto è riuscito a passare dai buchi del vasetto 2. non tutti i buchi fatti con la biro nel cartoncino hanno permesso ai semini di farro di passare nel vassoio sottostante.
Ci siamo ricordati che l'anno scorso abbiamo separato la pastina dai chiodini utilizzando una calamita.
Abbiamo rappresentato sul quaderno Il sistema ZUPPA contenente i due sottoinsiemi SEMI DI FARRO e SEMI DI FAGIOLO.
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SMONTARE SISTEMI
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Oggi abbiamo smontato un interruttore per lampade da tavolo.
Si tratta di un sistema composto da tanti piccoli pezzi, che abbiamo fotografato e disegnato sul quaderno. All’interno dell’interruttore, sotto il pulsante grande abbiamo trovato un interruttore più piccolo: schiacciando il pulsante grande il movimento si trasmette al pulsante piccolo.
Abbiamo poi cercato di ricostruire l’interruttore, ma abbiamo trovato diverse difficoltà:
1. non avevamo bene memorizzato la posizione di alcuni pezzi 2. non siamo riusciti a riavvitare bene le piccole viti 3. alcuni pezzi erano chiusi a pressione, non è stato più possibile richiuderli (avremmo avuto bisogno di un po’ di colla.
E’ più facile smontare che rimontare!
La maestra ha chiesto quali altri sistemi simili conosciamo: ci sono venuti in mente le biro, l'accendigas (quello sulla piastra che dà la scintilla), e gli interruttori a muro.
Ci siamo divertiti a smontare e rimontare una torcia.
Abbiamo disegnato sul nostro quaderno tutte le componenti, e le abbiamo fotografate.
Rimontare la torcia e farla accendere è molto più facile di quanto avvenuto con l’interruttore, così ci siamo divertiti a fare una gare di velocità a coppie, cronometrando i tempi.
La difficoltà maggiore è stata quella di mettere le pile nella giusta posizione!
Abbiamo osservato la lampadina: è un sottosistema, formato da una parte metallica, dal vetro e da filamenti sottilissimi che abbiamo potuto vedere grazie ad una lente d’ingrandimento.
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IL SISTEMA FIORE
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Maestra:Anche il fiore è un sistema? Bambini: si Maestra: Quali sono le parti (sottosistemi) che lo compongono di cui conosciamo già il nome? Bambini: petali, gambo, polline, radici Osserviamo insieme una Gerbera ed un Lilium Sono diversi per forma, dimensione, colore, profumo. Cerchiamo di distinguere le varie parti, più evidenti nel lilium.
Inseriamo in un barattolo con una grossa lente come coperchio il pistillo, osserviamo la capocchia (stimma) e il rigonfiamento in basso (ovario).
Osserviamo anche uno dei filamenti (antera) con il polline. I bambini urlano mentre la maestra seziona il fiore di gerbera, ma osservano con attenzione tutte le parti che compongono il sistema fiore.
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Guardiamo il mondo a pezzetti
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CONSEGNA: Prendi una cartolina o un’immagine di un giornale, o di un libro, osservala e descrivila e poi tagliala in alcuni pezzi. Incolla l’immagine a pezzi e disegna una stellina asterisco sotto a un pezzo e descrivi ciò che vedi.
La tua descrizione è stata più dettagliata nella lettura del pezzo o dell’immagine tutta? Perché?
Un SISTEMA si può paragonare ad un PUZZLE
Ciascun pezzo del puzzle entra in INTERAZIONE con l’altro , cioè stabilisce una RELAZIONE che in questo caso è di tipo spaziale.
L'EVIDENZA dell'interazione delle parti è l’immagine nella sua unicità. Ad ogni bambino viene poi data un’immagine ritagliata da varie riviste, e viene chiesto di descriverla per iscritto sul quaderno. Al termine tagliamo l’immagine in 4 parti, ognuno sceglie un pezzetto e lo descrive. La maggioranza dei bambini è d’accordo nel dire che è riuscita a descrivere in modo più dettagliato il pezzetto, solo 2 sono convinti di essere riusciti a descrivere meglio l’immagine intera (la causa sta nella scelta del pezzetto da descrivere, in questi casi ha creato più difficoltà non avendo immagini chiare al suo interno).
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IL PUZZLE
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Abbiamo montato il puzzle da 250 pezzi. Lo abbiamo diviso, per comodità, solo in 4 parti. Non avendo due grandi cartoncini per girarlo dopo averlo diviso abbiamo fatto passare un foglio di carta sotto ogni “blocco” e ne abbiamo poi tracciato i contorni. E’ risultato a questo punto superfluo contrassegnare i pezzi, perché ad ogni gruppo è stato dato un foglio con la porzione di puzzle. Al primo VIA i bambini hanno smontato la loro parte, al secondo VIA hanno iniziato a rimontarlo. Quando tutte le quattro parti sono state ricostruite è stato facile attaccarle per tornare al puzzle intero. Durante l’attività i bambini hanno avuto modo di chiarire più volte come gli elementi (pezzetti) interagissero grazie agli incastri,e formassero sottosistemi, che alla fine riuniti hanno formato il sistema puzzle. Divertimento assicurato, ma se non si vuole perdere tutta una mattinata è necessario arrivare in classe già con il puzzle montato…
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Applicazioni del concetto di sottosistema
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Consegna:
Trova tutte le possibili combinazioni che fanno accendere la lampadina, usando il Gioco del circuito e il sistema filo - pila - lampadina.
Costruisci un Gioco del circuito, incollando strisce di alluminio, e chiudilo bene. Riuscirà il tuo compagno a scoprire tutti i collegamenti?
A coppie i bambini costruiscono un circuito con la carta stagnola, e lo fanno poi provare ad un’altra coppia di compagni.
Inseriscono anche “falsi collegamenti” , in modo che dai fori si intraveda la carta stagnola ma che in reltà non vi sia poi collegamento con altre lettere.
Il gioco diverte molto.
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IL CIRCUITO QUIZ
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Dopo l’entusiasmo suscitato dai circuiti la maestra propone di progettare un gioco.
Si dedicano due ore alla ricerca di domande con tre risposte, delle quali solo una sia quella esatta. Il lavoro di logica richiede grande impegno ed alcuni bambini incontrano difficoltà:
1. Le domande devono essere "adatte" a bambini della scuola elementare 2. Le domande devono poter essere valide per bambini di altre classi e di altre scuole 3. Chi formula la domanda deve anche conoscere la risposta esatta 4. Le due risposte errate non devono essere comunque credibili, non assurde.
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DOMANDE PER IL QUIZ
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IL SISTEMA SCALDABAGNO
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MATERIALE: una pila, una mina dimatita, due fili elettrici, un barattolo con acqua,un termometro.
ESPERIMENTO.
La maestra ci ha mostrato questi sottosistemi:
pila
fili elettrici
mina
barattolo di vetro
acqua
e ci ha chiesto: " secondo voi esiste un modo per riscaldare l'acqua con questi materiali?"
1° IPOTESI: qualcuno ha detto di legare alle linguette della pila i due fili elettrici come nell'esperimento della lampadina, e poi di legare l'altra estremità di un filo alla mina, mettendo poi la mina in acqua e lasciando libera l'estremità dell'altro filo elettrico.
ABBIAMO PROVATO: non è successo nulla.
2° IPOTESI: qualcuno si ricorda che nell'esperimento della lampadina questa si accendeva solo se i fili erano entrambi collegati alla pila e alla lampadina.
ABBIAMO PROVATO: la mina è diventata bollente, e dopo averla messa nell'acqua ancora collegata al sistema abbiamo misurato la temperatura dell'acqua. Prima dell'immersione avevamo 13°, dopo qualche minuti di immersione della mina la temperatura è salita a 15°.
Abbiamo capito che il sistema scaldabagno (per pulci!) funziona solo se il circuito è chiuso.
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MAPPA CONCETTUALE
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IL SISTEMA FAGIOLO
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OCCORRENTE: fagioli bianchi e rossi lente d'ingrandimento barattolini cotone acqua
Tenere i fagioli a bagno per 2 giorni.
1° OSSERVAZIONE ESTERNA 1. hanno macchioline sulla buccia 2. hanno un buchino (per fare uscire la piantina) 3. con l'acqua si sono un po' gonfiati 4. sono lisci e duri 5. profumano di...ZUPPA!
2° OSSERVAZIONE INTERNA 1. togliamo la pelle 2. il segno del buchino scompare 3. il fagiolo si divide a metà 4. le due parti sono bianche e lisce, simili e speculari. 5. c'è un pezzettino bianco che la forma di...un mini-coda di sirena!!
Domanda: qual'è il vero nome della "mini-coda"?
Discutiamo, parliamo di bambini nella pancia della mamma, di animali ancora nell'uovo...A qualcuno viene in mente che sul libro di storia hanno visto un "embrione" di dinosauro nell'uovo...Tutti gli esseri viventi prima di essere perfettamente formati sono EMBRIONI.
Domanda: può nascere una piantina seminando solo un sottosistema del sistema fagiolo?
Abbiamo ipotizzato di no, ma per essere sicuri abbiamo provato (siamo scienziati, dobbiamo avere prove!)
Abbiamo messo in tre vasetti con cotone: 1. un fagiolo intero 2. un solo cotiledone 3. un solo embrione.
Abbiamo bagnato il cotone con un po' d'acqua...Non resta che aspettare!!
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Coca Cola e mentos
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Occorrente: 1. una bottoglietta da 500 ml di coca cola 2. una caramella mentos AVVISO: questo esperimento è da fare all'aperto, in un luogo dove si può sporcare, ed in presenza di adulti! Questo esperimento lo abbiamo fatto in cortile. In una bottiglietta da 500 ml di Coca Cola abbiamo messo una caramella Mentos.
EVIDENZA DELL'INTERAZIONE: Le bollicine salgono molto velocemente, la schiuma è uscita di colpo come la lava di un vulcano, facendo un getto.
Abbiamo voluto provare altri esperimenti, ma li trovarete nella pagina dedicata alle VARIABILI (perchè abbiamo variato, cioè cambiato, alcune cose...) Andate a leggere!!
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UN VIDEO MOLTO DIVERTENTE
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IL NOSTRO VIDEO!!!
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