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ATTIVITA' DI ESPLORAZIONE DI UN SISTEMA

 Inss. Luisa Roveda - Antonietta Lombardi 

 

La macchina è un sistema. Una macchina che funziona è formata da tanti pezzi che da soli non servono a niente. Per osservare il meccanismo interno che permette alla macchina di funzionare occorre smontarla, tuttavia non sempre ciò è possibile. Allora come si fa?

Proviamo ad osservare una semplice macchina.

 Descrizione; è una piccola scatola con due pezzi di matita; girando una matita possiamo osservare tutti che gira anche l’altra.

Osservazioni: “Una gira in senso contrario all’altra” Ginevra

                      “C’è un meccanismo” Matteo

                      “Non sempre gira”  Sabrina

Prova: tutti i ragazzi provano a girare una matita. Osservazioni:

Sabrina. “Provando ho notato che gira sempre”

Insegnante: “Non si può aprire come sarà fatta dentro? Quale meccanismo c’è dietro?

L’insegnante invita gli alunni a disegnare  quello che per loro è il meccanismo che produce il movimento delle due matite. Lo devono eseguire visto dall’alto.

IpotesiMartina R. “Penso che ci siano due rocchetti vuoti, quelli della lana, collegati con un elastico”

Prova: abbiamo provato con due matite posizionate dentro due cappucci di pennarelli e collegate con un elastico.

Osservazioni: “ Girano tutte due nello stesso verso e non una in verso contrario come succede nel meccanismo” Sabrina.

Insegnante: “Allora cosa potrebbe creare la differenza? Quali soluzioni proponete?”

 

Ipotesi: “Proviamo ad avvolgere l’elastico attorno alla base dei 2 pennarelli” Matteo

Prova: la seconda matita non gira.

Osservazioni: “Non gira perché l’elastico la tiene bloccata” Ginevra

                       “Proviamo a mettere un giro d’elastico solo intorno ad un cappuccio” Martina R.

Prova: non gira, inoltre l’elastico si arrotola e l’altra matita si avvicina.

 

Ipotesi: “ Proviamo ad incrociare l’elastico” Federico P.

Prova: in questo modo effettivamente le due matite girano in verso contrario.

 

Insegnante : “Avete altre soluzioni?”

Giulia C “Avvolgere l’elastico intorno ai cappucci e poi incrociarlo”. No, non va bene, perché poi l’elastico si arrotola e le due matite si avvicinano

Martina G “Incrociare più volte l’elastico”. Non si muove perché i troppi incroci sono d’ostacolo.

 Maestra, “ ha usato due ingranaggi con dei dentini che si toccano, così l’elastico non serve” Matteo.

Conclusione: non è detto che il modello sia uguale, l’importante è che dia gli stessi risultati e ciò significa che sono simili.

 Perché lo chiamiamo modello? Perché è il modello che riproduce il meccanismo che c’è dentro, non è uguale, ma qualcosa di simile deve avere se produce lo stesso risultato.

 

 I DISEGNI DEGLI ALUNNI