Città di Torino - Divisione Servizi Educativi 
Circolo Didattico Municipale 32°

 

Asilo nido "IL LAGHETTO"
SPAZIO DI CONNOTAZIONE AFFETTIVA – COGNITIVA
Sezione Piccoli - Anno Scolastico 2005-2006

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Premessa

Nell'anno scolastico 2005-2006 gli educatori della sezione "Piccoli" con la collaborazione della volontaria del Servizio Civile hanno proposto l’attività ludica "Spazio di connotazione affettiva – cognitiva" nel salone B dalle ore 8.30 circa alle ore 9.30 circa.

Obiettivi

  • Scoperta dell’ambiente, "Far finta di…" (consapevolezza corporea).
  • Capacità di riconoscere ed esprimere emozioni e sentimenti e di interiorizzare le capacità senso-percettive.
  • Evidenziare valori quali la stima, l’autostima, l’attenzione, l’affetto, la solidarietà e la gioia della condivisione.
  • Valorizzare le esperienze di vita quotidiana (travestimenti, trucchi…).
  • Esplorazione e riproduzione di suoni e rumori di vita domestica e non (clacson, ambulanza, pullman, macchina, pioggia, ecc., ecc.).
  • Giochi musicali
  • Uso della voce con il sostegno di materiale audio (cassette e C.D. con melodie multietniche fornite dai genitori).

Finalità

  • Favorire l’incontro e l’integrazione del gruppo e il piacere di stare insieme, cercando di creare un clima di ascolto di se stessi e degli altri con particolare attenzione ad eventuali disagi presenti nella sezione.
  • Esternare i propri vissuti (emozioni, ansie, paure, ecc.).

La strutturazione dello spazio

Il salone scelto per svolgere l’attività "Salone B" si presentava in questo modo:

angolo utilizzato principalmente per attività a tavolino strutturato con una panca; un carrello mobile su cui sono riposti giochi ad incastro, puzzle, sfila ed infila; un tappeto componibile; tre tavolini con relative sedie.

Le educatrici della sezione Piccoli si sono impegnate a ristrutturare ed a ricreare un nuovo allestimento per il "Salone B".

I tavolini sono stati eliminati per essere sostituiti con due tappeti colorati, morbidi e plastificati,le sedie con cuscini di varie dimensioni e multicolori. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie al coinvolgimento delle famiglie che hanno collaborato con le educatrici per allestire ed arricchire lo spazio. Sono stati utilizzati vari materiali per creare un’atmosfera calda ed accogliente (cuscini, tulle, federe, stoffe colorate, nastrini, ecc…).

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Sulla parete di destra era stata precedentemente posizionata una barca in legno, quindi abbiamo pensato di rinnovare l’altra parete con uno sfondo che richiamasse il tema marino. Per ricreare l’effetto, non solo sulle pareti, ma anche sul soffitto, abbiamo utilizzato del tulle di diversi colori (bianco, azzurro, verde). Con il materiale di recupero (bottiglie di plastica, carta crespa,lana, ecc…) abbiamo realizzato polipi e pesciolini che sono stati applicati al tulle.

I materiali utilizzati sono:

    • Indumenti (abiti, borse, foulard, cappelli, trucchi, stoffe, tubolari).
    • Radio, lettore CD.
    • Cassette musicali, CD.
    • Materiali sonori (maracas, tamburi, legnetti, scatole sonore, strumenti musicali di materiale grezzo come bottiglie di plastica contenenti semi, farina gialla, bianca, tappi, bottoni, caffé, acqua colorata, ecc…).

Il lettore CD è stato donato da un genitore; le cassette musicali da alcune famiglie multietniche; i materiali sonori sono stati realizzati invece dalle educatrici della sezione.

Tutti i materiali sono collocati all’interno di un mobile a giorno; i giornali e la carta di vario tipo e colore, sono collocati sul mobile a carrello. Il tutto a disposizione dei bambini.

Considerazioni dell’esperienza

In questo spazio, si svolgono giochi con la stoffa, la carta, le bottiglie sonore, i travestimenti e trucchi.

L’utilizzo ragionato degli oggetti proposti da l’opportunità di sollecitare comportamenti espressivi e comunicativi (socio-relazionali) e di poter autonomamente rielaborare – fantasticare affetti e vissuti (funzioni cognitive e rappresentative) che consentono di evocare la realtà. Il bambino qui comunica con l’adulto ed i coetanei non solo con lo scambio verbale, (vista l’età che va dai 12 – 24 mesi) ma anche e soprattutto attraverso i gesti e la mimica del corpo; dimostrando il proprio atteggiamento nei confronti dell’ambiente che lo circonda e delle situazioni in cui è coinvolto, il bambino con il corpo, sperimenta ed impara. Nei bambini di questa età, in genere, scatta l’imitazione organizzatrice che consente di prendere spunto dall’attività di un altro bambino, arricchendo così di nuove idee il gioco e l’assunzione di un ruolo come adattamento intenzionale al progetto di gioco del compagno (motivazione affettiva).

Il gioco con la stoffa orienta a sviluppare comportamenti motori prima occasionali, poi intenzionali che favoriscono e stimolano i processi superiori del pensiero e le capacità di organizzazione percettiva (tattile, visiva, uditiva…) dando inizio all’evoluzione pscico-fisica del bambino che permette di conoscere gli oggetti, di favorire la curiosità e l’atteggiamento esplorativo.

Il bambino mette alla prova la sua forza e le sue abilità motorie e sensoriali, instaura un rapporto con gli oggetti stessi (tocca, afferra, rovescia, toglie, getta lontano, stringe, tira, avvicina, sposta, offre, sceglie e ripete una stessa azione) e inizia a cogliere funzioni d’uso degli stessi oggetti.

Il gioco con la carta sviluppa le capacità senso-percettive quali: tattile, visiva, uditiva; la curiosità e l’interesse nei confronti dei vari tipo e formato di carta proposti (grande, piccolo, sottile, spesso, velina, stagnola, crespa, colorata e non…) e stimola la manualità.

La riproduzione e l’ascolto dei suoni che produce lo stropiccio della carta stessa, imita e richiama i rumori domestici (scroscio dell’acqua nel lavandino) e i tempi della natura (pioggia, vento, tuoni…). Favorisce la consapevolezza dello spazio circostante, con lo spostamento del materiale cartaceo, da un posto all’altro, l’elaborazione creativa della realtà, attraverso canzoncine e storie inventate e non, e l’interscambio tra bambino-bambino e adulto-bambini.

Il gioco con la musica e le bottiglie sonore orienta a facilitare le relazioni, accompagna il bambino alla scoperta del proprio corpo e materiali e fa emergere i propri vissuti. Il bambino scopre, prende coscienza dei rumori e suoni, impara a conoscere gli oggetti che lo circondano considerando forma e dimensione, la loro sonorità ed il loro possibile uso ritmico (riproduce, ascolta, ricorda suoni e ritmi, danze, canti, filastrocche…). Il bambino attraverso i movimenti ritmici eseguiti in gruppo impara ad adeguarsi ai ritmi degli altri e comunicare anche attraverso il suono e il canto. La musica adattata (piano, forte, silenzio, ecc…) accompagna il movimento dell’azione del bambino dando origine ad andature ritmate (controllo del corpo); il piccolo, così facendo, può esternare le sue tensioni in un’attività liberatoria (smorfie, grida, sorrisi, pianto, ecc…) o interagendo con i compagni di gioco. Le musiche scelte sono costituite da un tema ritmico abbastanza semplice e memorizzabile dal bambino. Inoltre ci sono anche brani musicali multietnici che richiamano l’interazione tra le varie culture ed in conseguenza i bambini hanno la possibilità di poter esprimere le proprie emozioni e vissuti. La sensibilizzazione all’ascolto di questi brani musicali (situazioni di esperienza) sollecita non solo la comunicazione verbale (linguaggio), ma è strumento per promuovere e favorire l’interazione tra culture ed etnie diverse.

Il gioco simbolico (far finta di……, infilo e sfilo indumenti, metto e tolgo scarpe, passeggio con borse e borsette, ecc…) è ricco di valenze emotive e affettive che consentono ai bambini di riprodurre esperienze reali, a volte deformandole e reinventandole per soddisfare i propri desideri e sedare le proprie angosce. La drammatizzazione, infatti, ha un grande valore per lo sviluppo dell’espressione mimico- gestuale, poiché in essa il bambino proietta i suoi pensieri ed i suoi sentimenti, esteriorizzando le emozioni, le ansie e le paure, aiutandolo a ricordare, comunicare e dialogare.

Quando l’adulto gioca…… con il bambino (momento del trucco) si crea una complicità didattica "magico – logica" che arricchisce l’esperienza ludica di entrambi (rapporti – appagati). Il bambino si guarda allo specchio, osserva la propria immagine (viso) e si riconosce……..Prende cioè coscienza dell’io nella sua unità e nelle diverse posizioni del corpo nello spazio. Questa esperienza di crescita ha due poli contrapposti: da una parte l’Io, la soggettività, gli impulsi "interni", i vissuti; dall’altra, il mondo esterno, gli oggetti, gli spazi e i tempi, i fenomeni, le persone.

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Il ruolo dell’educatrice

L’educatrice, in questi incontri, stabilisce un tempo di inizio e fine del gioco, seleziona gli oggetti (es: stoffe, foulard, carta, giornali, peluches, strumenti e oggetti musicali, indumenti, cappelli, borse, trucchi, specchio, ecc…) e propone ritmi e melodie musicali di vario tipo. L’educatrice, in questo contesto, organizza, fornisce dei comandi e indicazioni, lascia che i bambini siano liberi di scegliere a proprio piacimento, osserva lo svolgimento di tali attività e stimola i bambini senza mai sforzare la loro partecipazione. Interviene solamente quando il bambino chiede il suo intervento o si avvicina, conduce un momento di attività, interpreta il ruolo di guida del gruppo e garantisce il comportamento. Canta, mima le filastrocche, interagisce con tutto il gruppo drammatizzando, assiste non agisce direttamente, ma indirettamente lasciando libertà al bambino di esprimere le proprie emozioni. Essa, inoltre, valuta la durata del gioco in base alla capacità di attenzione e coinvolgimento dei bambini, lasciandoli familiarizzare con gli oggetti proposti.

Verifica

Tutti i bambini hanno lavorato con la massima "concentrazione" manipolando i materiali proposti. Hanno provato piacere e soddisfazione nell’attività che hanno svolto. Nel giocare i bambini non si sono posti il problema di come utilizzare il materiale, ma hanno dato vita alla loro creatività e fantasia. Qualsiasi cosa abbiano prodotto è stato un gran successo (crescita). I bambini assorti nelle loro scoperte personali non sono entrati in conflitto con gli altri del gruppo, data l’ampia disponibilità del materiale proposto che non hanno dovuto dividere tra loro. Sono stati invitati a prendere autonomamente gli oggetti (stoffa, carta, bottiglie, indumenti e borsette).

In questo contesto anche le educatrici sono state appagate e gratificate dal lavoro svolto e dalle risposte avute dai bambini. (interazione adulto – bambino). Hanno interagito con i piccoli verbalizzando ciò che veniva fatto. I bambini, in questo modo, hanno partecipato consapevolmente a ciò che accadeva dando vita ai propri vissuti.

Bibliografia

    • Q.B. Borghi, A. Chiantera, F. Fabbroni & A.A. V.V. "Il pianeta Nido" La Nuova Italia
    • Rita Gay "Guida didattica per gli asili nido" Fabbri Editori
    • Pierre Vayer "La conoscenza è avventura" Edizioni Scientifiche Magi
    • Emma Rossi "Un nido per volare" Edizioni Scientifiche Magi

 

OSSERVAZIONI

Giochi con la stoffa - Giochi con la carta - Giochi con le bottiglie sonore - Giochi con trucchi e travestimenti

I bambini entrano stupiti, si avvicinano ai palloncini. Alcuni vanno verso il cestino delle stoffe e prendono alcuni pezzi. Altri camminano, alzano lo sguardo, con meraviglia osservano il soffitto. 

Rebecca S. dice "Che bello! Tanti pesciolini, quelli chi sono?" "Polipi" risponde subito Chiara. Intanto si avvicina Alice che dice: "Siamo al mare…"  

Francesco prende il cestino rosso lo gira e rigira, si avvicina Giovanni e anche lui guarda il cestino; poi infila le mani dentro, tira fuori un pupazzetto e lo porge a Francesco. 

Intanto l’educatrice accende la radio, Rebecca S. la osserva, poi le offre la sua mano e incomincia a dondolarsi, allarga poi le braccia e le sventola, poi batte le mani, facendole un sorriso e le chiede: "Balliamo?". Insieme incominciano a fare alcuni movimenti di danza, battendo le mani e saltellando sui piedi. Si avvicina subito Alice, ha in mano una stoffa lucida e colorata di rosso, gira su se stessa, si china e danza con Rebecca S. e l’educatrice. Apre la stoffa, poi si sposta e va vicino a Luca e tutte e due ballano battendo le mani. 

Samuele è seduto sulla panchina, sembra isolato e assorto nei suoi pensieri, ma osserva tutti gli altri bambini. Guarda l’educatrice, incontra il suo sguardo , accenna ad un sorriso, si alza, va vicino a Stefano e lo guarda, intanto Stefano si china e afferra il cestino di vimini con dei foulard. Nello stesso attimo Samuele ne prende due, uno lo offre a Stefano e poi si va a sedere sul tappeto blu fra i cuscini. 

Chiara è indaffarata con Alice, tutte e due spostano le stoffe da un contenitore all’altro, arriva nello stesso momento Giovanni e Chiara non sembra contenta, si mette a gridare dicendo "No…No…" lo spinge in là e poi afferra il cestino tirandolo, non desiderando l’intrusione di Giovanni. L’educatrice, in questo contesto, interviene, spiegando che tutti i bambini possono giocare insieme senza bisticciare. Chiara non sembra d’accordo e glielo dimostra facendole gli occhi grossi e facendole una smorfia, poi si gira e se ne va più in là. 

Alessandro si mette un foulard in testa e si nasconde sotto. Resta per alcuni minuti fermo lì, immobile. Arrivano Rebecca e Francesco e gli tolgono il foulard, lui ride e poi si siede afferrando di nuovo il foulard.

 Intanto Rebecca chiede all’educatrice di fare il treno porgendole un grosso lenzuolo. Alessandro gira intorno a Francesco, lo spinge un pochino per farlo spostare e si va a sedere sul lenzuolo insieme a Rebecca sempre tenendo in mano la stoffa. Intanto arriva di corsa anche Chiara che chiama gli altri bambini:"Giovanni, Luca, Samu, Ale… venite sul treno!"  L’educatrice canta la filastrocca del treno, tirando il lenzuolo con sopra i bambini. 

Luca intanto morde un dito a Rebecca S. perché vuole rubargli il suo pupazzetto e il cuscino su cui è seduta. Interviene l’educatrice facendo vedere che ci sono tantissimi altri cuscini da poter usare senza arrabbiarsi.

 Alla radio c’è una melodia che richiama il vento, Samuele si avvicina all’educatrice e le porge un foulard, desidera sventolarlo, facendo il verso del vento. Viene subito accontentato e in pochi attimi Stefano, Alessandro e Luca si mettono sotto il foulard e ridono alzando le braccia per afferrare la stoffa che si alza e si abbassa, sventolando i loro capelli. 

Stefano in seguito si allontana e va vicino a Francesco, lo prende per mano e tutte e due vanno a sedersi sul tappeto rosso tra il mucchio di cuscini. Stefano, dopo, girovaga con due stoffe attorno al collo, per tutto il salone, si avvicina alla radio e ascolta la musica. In quello stesso momento inizia una melodia che richiama il canto dei gabbiani e il fluttuare del mare; dopo alcuni secondi si dondola sulle gambe e fa un cenno di danza, battendo contemporaneamente le manine e sorridendo.

 Francesco, Rebecca S. e Chiara si sdraiano su un lenzuolo color azzurro e si lasciano dondolare dall’educatrice che richiama le onde con il lenzuolo. Intanto arriva un’educatrice che accompagna Emanuel in questo spazio. Chiara gli si avvicina immediatamente offrendogli un pupazzetto e un panno di stoffa. Lo prende per mano e lo porta sul lenzuolo, Emanuel afferra la stoffa, la guarda e fa un cenno di dondolio. Dopo alcuni secondi si alza, prende un pupazzetto, lo afferra con tutte e due le mani, lo gira e rigira, lo butta per terra e si mette a correre e va verso l’altro capo della stanza. Chiara lo chiama, lui si ferma, guarda gli altri bambini, sorride, si avvicina all’educatrice, le offre la sua manina e si sdraia di nuovo sul lenzuolo per farsi dondolare. Intanto prende un foulard glielo porge all’educatrice e se lo fa mettere al collo e poi va verso la barchetta appoggiata al muro, arriva Giovanni che lo afferra per prendergli la stoffa. Emanuel accenna ad un lamento, si divincola, poi si sposta.

Alice intanto con Rebecca e Alessandro fanno un girotondo, arrivano anche Giovanni con Francesco e si siedono tutti a terra tra i cuscinoni. Arriva anche Giulia S. e Rebecca con Samuele le corrono incontro, incominciano a danzare, dondolandosi e battendo le mani. 

Giulia S. si avvicina alla radio e ascolta le melodie che si susseguono; chiama con un accenno Samuele e insieme sorridono. 

Gli altri bambini intanto insieme all’educatrice incominciano a riordinare il salone e a raccogliere tutte le stoffe, per poi metterle al loro posto negli scaffali. Al termine tutti i bambini si recano a far colazione.

I bambini entrano nella stanza con l’educatrice. La stanza è un po’ buia e l’educatrice accende la luce e subito dopo la radio, da dove escono le note di una dolce melodia mozartiana.

Un gruppo di bambini tra i quali Camilla, Matteo C., Teddy, Mattia e Angelo si dirige verso il contenitore della carta stagnola colorata e incomincia a tirare fuori la carta dal cesto.

Matteo C. e Angelo si contendono un foglio di carta: nel tira e molla ha la meglio Matteo C. mentre Angelo perde l’equilibrio e cade sul tappeto. Giulia e Cecilia sopraggiungono e Cecilia consola Angelo portandogli un altro foglio colorato.

 Giulia dopo l’accaduto ritorna a giocare con Owens e Biagio e insieme prendono dei grandi fogli, li stendono per terra a mo’ di tappeto e si siedono sopra dondolandosi. L’educatrice tenendo un foglio con entrambe le mani lo fa svolazzare su di loro, mentre intona una ninna nanna "Dindalon, dindalon". Camilla al sentire questa filastrocca dice: "Io dindoo" e si siede vicino a Biagio e a Mattia. L’educatrice sposta il foglio su di loro e ripete il ritornello, mentre Daniele e Silviu stropicciano la carta con entrambi le mani. 

Owens sul tappeto si alza in piedi e con un giornale in mano si reca da Teddy, poi si avvicina al mobile e afferra un grande foglio di carta crespa gialla, gira su se stesso ripetutamente con il foglio in mano e facendo il girotondo cade. Nello stesso momento Camilla e Cecilia gli vanno incontro coprendolo con la carta di giornale. Interviene l’educatrice e li invita a sedere sui fogli colorati per cantare con gli altri bambini. 

Cecilia prende per mano Daniele e Biagio e insieme si avvicinano incuriositi all’educatrice che sventola un foglio di carta stagnola colorata ed incomincia a picchiettarlo richiamando il rumore della pioggia. Silviu con Owens e Giulia incominciano a picchiettare con le loro dita il foglio, l’educatrice aiutata dall’altra educatrice tende il foglio da un estremo all’altro ricoprendo a mo’ di ombrello un gruppetto di bambini seduti sul tappeto, (Endri, Matteo M., Biagio, Daniele e Mattia) mentre intona la filastrocca "Piove… piovviccica…" , seguita da Alice e Giulia. Successivamente ne intona un’altra… "Piove, acqua di limone". Matteo C. e Endri accennano ad un sorriso, gradiscono la filastrocca e incominciano a stropicciare il foglio di carta, sentono il rumore che produce, sembrano divertirsi. 

Teddy porge un giornale a Giulia la quale lo ringrazia con un bel sorriso e si mette a sfogliarlo sul tappeto blu. Matteo M. chiama Camilla e Rebecca e insieme strappano i fogli e ne fanno tanti pezzettini e palline. Giulia S. si toglie le scarpe e le calze e incomincia a camminare calpestando la carta posta sul pavimento e spostando con le mani alcuni fogli di carta velina. Mattia si avvicina a Giulia S. e incomincia a raccogliere la carta calpestata da Giulia S. e ne fa alcune palline.

Il gioco termina con le educatrici che pongono al centro del salone i contenitori per la raccolta della carta, invitando i bambini a riporla, rafforzando l’invito verbale, con il battere delle mani.

Il gruppo entra nella stanza adibita al gioco sonoro al centro della quale sono situate le bottiglie di varie dimensioni.

Ronnie ed Angelo (due gemelli) sono felici incominciano a correre non sanno da che parte iniziare; dopo un attimo d’euforia si siedono sul pavimento e incominciano a giocare. Ronnie sceglie due bottiglie piccole (una verde, una blu) e con movimenti ritmici e ripetitivi le fa strisciare sul pavimento (avanti-indietro).

Stefan svuota il cesto, dentro il quale sono riposte le bottiglie, sul pavimento e si atteggia in modo buffo; successivamente il bambino prende una bottiglia grande dove all’estremità è situato un cordino e finge di portare a passeggio un cagnolino (gioco simbolico).

Il piccolo Gabriele osserva ciò che accade intorno a lui "perplesso", dopo un po’ spontaneamente si avvicina ad una bottiglia, la osserva per poi riposarla e passare ad una successiva esplorazione; poi si siede sul pavimento prende una bottiglia grossa ed una piccola cercando così di costruire una torre (sopra-sotto), gratificato sorride all’educatrice.

Emanuel afferra una bottiglia piccola con dentro del liquido rosso, la osserva, la gira, la rigira, la lascia e poi ne prende una di dimensioni più grandi, la agita, la posa per riprendere quella usata in precedenza; si siede per terra e la fa rotolare su se stessa, usando il palmo della mano sinistra.

Federico si guarda attorno afferra due bottiglie e le tiene ben strette. Jacopo non cammina, rimane seduto e cerca di interagire anche lui con il gruppo e con il materiale proposto. Alessia invece gattonando si muove per cercare di raggiungere l’obiettivo.

Rebecca F. è interessata prima di tutto ad una scatola sonora, la mette vicina all’orecchio la scuote per sentirne il rumore. Successivamente gioca anche con le bottiglie.

Sulle indicazioni delle educatrici i bambini incominciano a riporre gli oggetti nei cesti, Stefan si accorge che insieme alle bottiglie grosse è stata messa una piccola, la prende e la porta dove sono situate le altre (aspetto logico-matematico).

Al gruppo dei bambini vengono proposte delle bottiglie vuote insieme a dei recipienti contenenti della pasta.

Federico, Emanuel, Jacopo, Gabriele, Alessia, Angelo e Ronnie si siedono subito per terra, prendono il materiale (bottiglie – pasta) ed incominciano ad infilare (dentro – fuori).

Rebecca raccoglie tutte le bottiglie vuote, Gabriele è stanco e va a sdraiarsi sul tappeto poi però ci ripensa e si rialza e continua a giocare.

Jacopo è contento prende in mano la pasta e sorride all’educatrice. Stefan continua il gioco di travasi con la pasta.

Alessia gioca con una bottiglia contenente delle strisce di carta colorata.

L’attenzione di Emanuel è concentrata sulla pasta che rotola sul pavimento.

Angelo si diverte a svuotare la pasta che c’è dentro le bottiglie.

Federico raccoglie una bottiglia, prende la pasta da terra e la butta dentro uno dei contenitori coi quali inizialmente gli era stata proposta. Poi sempre nello stesso recipiente, svuota anche una bottiglia piena di pasta.

Angelo ed Emanuel si divertono a far rumore scuotendo le bottiglie.

L’attività termina nel momento in cui le educatrici si accorgono che l’attenzione dei bambini inizia a venir meno.

I bambini entrano nella stanza inscenando il gioco del trenino e cantando la canzone: "Ecco il treno lungo, lungo che attraversa la città". I piccoli, una volta all’interno, prendono gli abiti dagli scaffali e aspettano che l’educatrice interagisca (li aiuti) ad indossarli (travestimenti). 

Isabella chiede all’educatrice – a gesti – di essere aiutata ad indossare un gilé di colore rosa; poi, da sola, va verso la mensola e prende un cappellino che calza subito. 

Rebecca sceglie un golfino verde che cerca di indossare da sola. 

Giovanni prende una maglia polo con stampate delle barchette e chiede all’educatrice: "Metti!". Di li a breve, però, cerca di sfilarsela. 

Chiara sceglie una maglia arancione decorata con degli animaletti. L’educatrice chiede alla bimba se vuole essere aiutata e Chiara risponde di si girandosi nella stanza e atteggiandosi vezzosamente da damina.

 Andrea indossa una vestaglia azzurra e anche lui gira nella stanza atteggiandosi e sorridendo. 

Owens gira nello spazio ed esplora senza indossare alcun indumento.

 Rebecca S. calza solamente un cappellino azzurro e non vuole altri indumenti. 

Luca calza subito il cappellino rosso. 

Camilla sembra non partecipare all’attività ed osserva ciò che accade…

L’educatrice, a questo punto, propone ai bambini la "pochette" dei trucchi. Tutti accettano il gioco con entusiasmo e animosità e uno alla volta attendono il turno per poi scoprirsi truccato (smorfie) di fronte allo specchio. Isabella, spontaneamente, prende una matita da trucco di colore giallo per truccarsi – da sola – di fronte allo specchio.

L’educatrice, dopo aver "mascherato" i piccoli con soggetti vari (cane, gatto, ecc…), posa il "cesto delle borsette" in mezzo alla stanza e il gruppo, subito dopo, si avvicina per scegliersi la borsetta.

Luca cerca di infilare e mettere il cappellino rosso all’interno di uno zainetto. 

Chiara prende la borsa azzurra e si atteggia sorridendo; raccoglie una sciarpa dal pavimento e invita Luca a giocare con lei, prendendolo per mano. 

Andrea raccoglie uno zainetto nero e parla con Cecilia mostrandogli lo zainetto; poi si siede per terra e con la mano destra (pollice e indice) tira su e giù la lampo (apro e chiudo) e guarda al suo interno. 

Rebecca prende una borsa e finge di andare a trovare un’amica (l’educatrice). L’educatrice, allora, si rivolge alla bambina dicendole: "Stai andando a fare la spesa o a prendere il latte?" La bambina risponde di si e l’educatrice fingendosi una commessa instaura un dialogo del tipo: "Cosa desideri?......" "Latte, frutta" Rebecca esclama molto gentilmente, allentandosi.. 

Rebecca S. va verso l’educatrice che sta scrivendo le osservazioni e considerazioni ed esclama: "Scrivi!", mostrandole il suo nuovo cappellino a quadrettino; l’educatrice quindi la guarda e annuisce.

 Camilla, prima non interessata al gioco, partecipa prendendo una borsa azzurra e rovistando al suo interno. 

Ultimato il gioco, l’educatrice, invita i piccoli a riporre gli indumenti e le borse negli appositi scaffali per poi struccarli con il latte detergente. Tutti i bambini partecipano e collaborano (cura del corpo e dell’ambiente).

 

 

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