Via lattea e galassie

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G. a spirale
G. ellittiche
G. irregolari

 

 

 

Galassia deriva dal greco galaxias  che significa via lattea ed è un sistema stellare dalla forma di disco con un bulbo centrale contenente miliardi di stelle tra cui il nostro Sole che, visto di taglio si traduce in una striscia luminosa.

Già nel XVIII sec.  Sir William Herschel suppose che tutte le stelle osservate formassero un sistema unico, la Galassia, più o meno assomigliante ad un elissoide di rivoluzione schiacciato, il cui piano equatoriale coincide con la Via Lattea e che i telescopi mostrano costituito di miliardi di stelle.

In prima approssimazione si può considerare la Galassia come un disco schiacciato il cui diametro è di circa 650.000 anni luce e la cui massa è pari a circa 2 miliardi di stelle.

La posizione del  Sole è sensibilmente eccentrica essendo posto a tre quinti di un raggio a partire dal centro; la concentrazione delle stelle è progressivamente minore più ci si avvicina ai bordi del disco, accanto al quale si trovano oggetti celesti, satelliti periferici della Galassia, costituiti da agglomerati di decine di migliaia di stelle  chiamati ammassi globulari .

Le osservazioni hanno mostrato inoltre che il numero delle stelle visibili aumenta col diminuire del loro splendore fino a raggiungere un massimo, per poi decrescere tendendo a zero per magnitudini apparenti di circa 26 .

Il nucleo centrale della Galassia presenta molti interrogativi insoluti: in questa regione si addensano milioni di stelle, ma la presenza di nubi e di materia interstellare ne impedisce l’osservazione nella banda ottica dello spettro, la radiazione X che emerge dal nucleo galattico attraversa senza assorbimento le nubi interstellari ma è assorbita dall’atmosfera terrestre e quindi rilevabile solo da strumenti montati su veicoli spaziali, la radiazione infrarossa e radio, se non bloccata dall’atmosfera, può raggiungere anche i rilevatori posti a terra.

Dagli studi radioastronomici si è identificato il centro galattico con la radiosorgente Sagittarius e si sono identificate nubi di gas ionizzato (in prevalenza idrogeno) note come regioni H II.

La Galassia è composta, oltre che di stelle, da materiale finemente suddiviso e costituito di gas e polveri che prende nome di materia interstellare; questa non è distribuita uniformemente, è variabile da zona a zona e, generalmente, la sua concentrazione decresce man mano che ci si allontana dal nucleo galattico.

La maggior parte della materia interstellare appare sotto forma di nebulose che sono in genere visibili solo su lastre a posa abbastanza lunga e che possono essere brillanti o oscure (nelle prime sono immerse stelle di luminosità sufficiente ad eccitare gli atomi, nelle seconde mancano tali stelle).

La materia interstellare provoca un assorbimento generale che falsa tutte le misure fotometriche arrossando il colore delle stelle. Le recenti ricerche radioastronomiche hanno permesso di conoscere la posizione e la forma delle braccia a spirale: i risultati ottenuti dallo studio della riga di 21 cm  dell’idrogeno neutro hanno permesso di stabilire che esso è concentrato lungo le braccia a spirale; dagli spostamenti di questa riga, considerati mediante l’effetto Doppler si sono potute ricavare le posizioni e le distanze delle braccia.

Il numero delle galassie esterne diventa sempre più considerevole a mano a mano che progredisce il perfezionarsi  dei mezzi di osservazione. La classificazione delle galassie nelle varie famiglie fu proposta nel 1925 da Hubble.  

Le galassie si suddividono nelle tre grandi categorie di galassie ellittiche, a spirale e galassie irregolari; ciascuna di queste famiglie si suddivide a sua volta in varie classi e sottoclassi.

In alcune osserviamo stelle, nubi e ammassi, in altre la struttura predominante è amorfa

Le dimensioni delle galassie esterne sono difficili da valutare perché le popolazioni di stelle periferiche sfuggono alle nostre osservazioni nel caso di grandi distanze; queste sono state valutate dall’osservazione delle loro cefeidi o attraverso la luminosità delle loro supergiganti blu.

Le galassie appaiono spesso raggruppate in ammassi di galassie; in passato si riteneva che non esistesse materia intergalattica diffusa, l’astronomo Zwicky ha invece dimostrato l’esistenza dei “ponti” di materia fra galassie vicine.

Un fenomeno caratteristico osservato è che le righe spettrali delle galassie sono spostate verso il rosso, ciò indica che queste si allontanano le une rispetto alle altre; la velocità di questo spostamento è stata definita da Hubble proporzionale alla loro distanza, questo fenomeno è detto recessione delle galassie, in perfetto accordo con la teoria della relatività generale che ha per corollario una teoria dell’espansione dell’Universo.

 

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